La direttiva si applica alle aziende fuori dall'UE?+
La direttiva vincola gli Stati membri dell'UE, che la applicano tramite il proprio diritto nazionale ai datori di lavoro con dipendenti in quel paese — indipendentemente da dove ha sede l'azienda. I tuoi obblighi esatti dipendono da dove si trovano i tuoi dipendenti e da come ciascun paese ha recepito la direttiva.
Cosa succede se non siamo conformi?+
Le sanzioni sono stabilite dai singoli Stati membri nella propria legislazione di recepimento e possono includere multe. I dipendenti possono anche avviare azioni presso i tribunali nazionali. Verifica il diritto nazionale per il regime sanzionatorio esatto.
Cosa si intende per "divario retributivo" secondo la direttiva?+
La direttiva si concentra sul divario tra la retribuzione media dei lavoratori e delle lavoratrici che svolgono un "lavoro di pari valore" — ossia mansioni uguali o comparabili.
Possiamo usare SincHR per l'invio normativo vero e proprio?+
SincHR genera report nei formati dati richiesti dalle autorità dello Stato membro competente. L'invio viene poi effettuato direttamente presso l'autorità nazionale competente.
Abbiamo meno di 100 dipendenti — dobbiamo fare qualcosa?+
Alla base UE, l'obbligo formale di comunicazione ai sensi dell'articolo 9 si applica solo ai datori di lavoro con 100+ dipendenti. I diritti all'informazione retributiva degli articoli 5 e 7 si applicano più ampiamente, non appena la legge di recepimento del tuo paese entra in vigore — verifica il diritto nazionale per l'esatto ambito di applicazione.
Quando iniziano gli obblighi di rendicontazione?+
Gli Stati membri devono recepire la direttiva entro il 7 giugno 2026. I datori di lavoro con almeno 250 lavoratori presentano il primo report entro il 7 giugno 2027 e poi ogni anno; quelli con 150–249 lavoratori entro il 7 giugno 2027 e poi ogni tre anni; quelli con 100–149 lavoratori per la prima volta entro il 7 giugno 2031 e poi ogni tre anni. Le leggi nazionali possono fissare date anticipate o soglie più basse.
Cosa va rendicontato esattamente?+
Il divario retributivo di genere in termini di media e mediana, il divario nelle componenti complementari o variabili, la quota di donne e uomini che ricevono tali componenti, e il divario suddiviso per categorie di lavoratori e tra retribuzione base e componenti variabili. Parte del report è condivisa con i lavoratori e i loro rappresentanti, e la direzione deve confermarne l'accuratezza.
Cos'è una valutazione congiunta delle retribuzioni e quando scatta?+
Se un report evidenzia un divario retributivo di almeno il 5% in una categoria di lavoratori, non giustificato da criteri oggettivi e neutri rispetto al genere e non corretto entro sei mesi, il datore di lavoro deve svolgere una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori: esaminare le cause, concordare e attuare misure correttive.
Cosa possono chiedere i dipendenti ai sensi dell'articolo 7?+
Qualsiasi lavoratore può chiedere per iscritto il proprio livello retributivo e i livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, della categoria di lavoratori che svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore di lavoro deve rispondere entro un termine ragionevole e comunque entro due mesi, e ricordare ogni anno ai lavoratori questo diritto.
La direttiva cambia il modo in cui assumiamo?+
Sì. I candidati hanno il diritto di conoscere la retribuzione iniziale o la sua fascia prima del colloquio — ad esempio nell'annuncio — e i datori di lavoro non possono più chiedere ai candidati la retribuzione attuale o precedente. Annunci e titoli delle posizioni devono essere neutri rispetto al genere.
Possiamo ancora chiedere ai dipendenti di mantenere riservata la retribuzione?+
No. Ai lavoratori non può essere impedito di rivelare la propria retribuzione per far valere la parità retributiva, e le clausole contrattuali in tal senso sono inefficaci. Il datore di lavoro può chiedere che le informazioni ottenute con una richiesta ex articolo 7 siano usate solo a quello scopo.
Chi deve provare cosa in una causa per discriminazione retributiva?+
Quando un lavoratore dimostra fatti da cui si può presumere una discriminazione, spetta al datore di lavoro provare che non c'è stata. Se il datore di lavoro non ha rispettato gli obblighi di trasparenza, l'onere della prova ricade su di lui in ogni caso. Conservare le prove di come sono state prese le decisioni retributive fa quindi parte della conformità.
Part-time, tempo determinato e somministrati contano ai fini delle soglie?+
La direttiva si applica a tutti i lavoratori con un contratto o un rapporto di lavoro ai sensi del diritto nazionale, inclusi part-time e tempo determinato. L'organico si valuta in genere per datore di lavoro (entità giuridica), ma il metodo di conteggio — e se i somministrati contino per l'utilizzatore — è stabilito dalla legge di recepimento: verificate le regole nazionali.
Cosa si intende per "retribuzione"?+
La nozione è ampia: la retribuzione base ordinaria più ogni altro compenso in denaro o in natura ricevuto direttamente o indirettamente — bonus, straordinari, indennità, benefit, contributi alla previdenza complementare e simili. Per questo l'analisi del divario deve coprire le componenti variabili, non solo lo stipendio base.